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Il Federclub Ufficiale di BMW Motorrad Italia

Ferdinando Bosone

Ferdinando Bosone

La divulgazione delle discipline motociclistiche è l’obiettivo predominante delle nostre attività che trovano l’apice in ogni manifestazione motociclistica nazionale ed internazionale utili alla diffusione della cultura motociclistica associata al marchio BMW in particolare.  Il BMW Motorrad Club Partenope è costituito nella sua forma di Associazione Sportiva Dilettantistica dal 5 Marzo 2010 e la sua crescita repentina, pur nella grandezza dei numeri che esaltano la magnificenza delle iniziative poste in essere, non ci ha distratto dalla necessità di dare continuità all'impegno che ci siamo assunti, regalare emozioni…... Alla data odierna contiamo 620 Soci Napoletani iscritti nel libro dei Soci dei quali 390 hanno rinnovato l’iscrizione per l’anno 2015.

 

Sin dalla nostra costituzione abbiamo sempre dedicato la massima cura nell’organizzare, con forte impegno, eventi di diversa difficoltà, passando dalla gita domenicale al Tour attraverso l’Europa raggiungendo sempre mete di grande soddisfazione turistica.

URL del sito web: www.bmwmcpartenope.it

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Garmisch-Partenkirchen, o Garmisch, com’è più spesso conosciuta, è l’indiscussa capitale alpina della Baviera. Questa vivacissima località di sog­giorno, nonché sede di sorgenti termali, è un centro ideale da cui partire per esplorare le Alpi bavaresi. Un tempo separate, Garmisch e Partenkir­chen vennero fuse in un’unica città nel 1936 per accogliere le Olimpiadi invernali. Oggi, con una popolazione di 27.000 abitanti, Garmisch è abba­stanza grande per offrire tutti i servizi che può fornire una tra le maggiori e più rinomate località alpine, eppure è ancora abbastanza piccola per non essere soffocata dai turisti.

Sebbene sembri essenzialmente una città moderna — pochi dei suoi edifici sono antecedenti alla prima guerra mondiale — Garmisch-Partenkirchen ha una lunga storia. Partenkirchen che ne è la parte più antica, venne fondata dai romani. E’ ancora possibile seguire la strada che i romani costruirono tra Partenkirchen e la vicina Mittenwald. Era ancora una strada assai importante nel XVII secolo e copriva un tratto della strada principale tra Roma e la Germania. Buona parte dell’incredibile fortuna della famiglia Fugger di Augusta fu il risultato dei commerci tra il sud della Germania e Venezia, collegate appunto da questa strada romana.

Partenkirchen venne economicamente devastata durante la prima metà del XVII secolo dalla Guerra dei Trent’anni. Alla città venne risparmiata la distruzione fisica, ma non si poté impedire il declino che la relegò all’oblio per molto tempo. Nei primi decenni del XVIII secolo, tornò alla ribalta gra­zie alla scoperta di minerali ferrosi. Oggi, naturalmente, è il turismo a far prosperare Garmisch-Partenkirchen.

Qui gli sport invernali sono una pratica quotidiana. Ci sono più di 85 km di piste da sci, 40 ski lift e funivie, e più di 170 km di piste per lo sci di fondo (chiamate Loipen). La zona, una delle principali tappe del circuito interna­zionale degli sport invernali, ospita ogni gennaio una settimana di gare di velocità internazionali. Di solito la stagione sciistica va da dicembre alla fine di aprile, o fino a maggio sulla Zugspitze.

L’attrazione numero uno a Garmisch è la Zugspitze, la montagna più alta della Germania (2.958 metri). Coloro che desiderano passarvi la notte, sulla sommità troveranno un confortevole hotel, lo Schneelemhaus. Ci sono due modi per salire sulla montagna: 75 piacevoli minuti di viaggio su una ferro­via a cremagliera, o 10 minuti di funivia. II viaggio in treno parte dalla stazione ferroviaria in centro; la funivia inizia la sua vertiginosa ascesa dall’Eibsee, appena fuori città, sulla strada diretta in Austria. Potete acqui­stare un biglietto di andata e ritorno che vi permette di utilizzare entrambi i modi per salire e scendere dalle montagne; la cifra include anche una salita facoltativa in funivia per gli ultimi 300 metri che separano l’hotel dalla cima. Il costo del biglietto è DM 63 adulti, DM 33 bambini 4—16 anni (gratis per bambini che hanno meno di 4 anni); il biglietto di sola andata o solo ritorno costa DM 37, sia in treno sia in funicolare.

Potete raggiungere una delle vette meno elevate sempre prendendo la funi­colare. Il viaggio di andata e ritorno sulla cima dell’Alpspitze, circa 600 metri più basso dello Zugspitze, è DM 32 adulti, DM 16 bambini 4—16 anni; andata e ritorno dalla cima dello Wank costa DM 24 (si viaggia in cabine di 4 posti). Entrambe le montagne possono essere affrontate a piedi, a patto che abbiate le scarpe adatte e siate fisicamente all’altezza dello sforzo. Per dettagli riguardanti l’ascensione su altre montagne o per l’alloggio in rifugi, contattate il Deutscher Alpenverein (Associazione Alpina Tedesca, Prate­tinsel 5, Monaco, tel. 089/2350900).

Ci sono innumerevoli camminate meno ardue, ma altrettanto spettacolari (279 km di piste tracciate) attraverso i boschi di pini e gli altopiani che coprono i pendii montuosi più bassi. Se avete tempo e scarpe robuste per camminare, provate uno dei due sentieri che portano ad incredibili gole montane. Il sentiero Höllentalklamm parte dal terminale della fer­rovia che dalla città porta alla Zugspitze e termina sulla cima della mon­tagna (ma sicuramente vi fermerete prima di raggiungere la sommità, a meno che non abbiate una più che ferrata esperienza in fatto di scalate). Il sentiero Partnachklamm è ancora più impegnativo: se volete percor­rerlo tutto, dovrete pernottare in uno dei rifugi disseminati lungo il sen­tiero. Parte dal palazzo del ghiaccio olimpionico in città e vi porta, attraverso una spettacolare gola attraversata da un corso d’acqua, oltre un grazioso lago di montagna ed oltre la Zugspitze. Un modo più sempli­ce per affrontare questo sentiero è di percorrere parte della strada con la funicolare Eckbauer che parte dal palazzo del ghiaccio olimpionico. Sulla sommità troverete una locanda dove potrete recuperare le forze per la discesa che dura un’ora fino alla stazione della funivia. In estate, il primo tratto di questo sentiero viene coperto anche da vetture trainate da caval­li; in inverno potete scendere con la slitta. (tel. 08821/53167 per informa­zioni).

Garmisch-Partenkirchen non è solo sinonimo di sci, pattinaggio e scalate. Oltre agli stadi olimpici nella parte di Partenkirchen, ci sono altre attrazioni che meritano interesse. A Garmisch, la chiesa del XVIII secolo di S. Marti­no, oltre Marienplatz, conserva alcuni pregiati lavori in stucco degli artisti di Wessobrunn, Schmutzer, Schmidt e Bader. Dall’altra parte del fiume Loisach sul Pfarerhausweg si erge un’altra chiesa, più antica, S. Martino, i cui dipinti gotici alle pareti includono una rappresentazione a grandezza naturale di S. Cristoforo. Nelle vicinanze, sulla Frtihlingstrasse, ci sono alcuni begli esempi di case dell’Alta Baviera; alla fine di Zoppritzstrasse si trova la villa del compositore Richard Strauss che visse qui, fino alla morte avvenuta nel 1949.

Potrebbe essere interessante sapere che le vane feste del dopo-sci inizia­no alle quattro del pomeriggio e che la città vanta una vita notturna molto attiva!

1       Escursioni da Garmisch

Garmisch-Partenkirchen è un buon punto di partenza per esplorare la splendida regione delle Alpi. Per molti, una visita al piccolo villaggio di Oberammergau, oltre ad una gita al monastero di Ettal e alla gemma di Ludwig II, il castello di Linderhof, costituiscono un buon motivo per una permanenza in Germania. Questa escursione può essere estesa alla visita del castello reale più famoso di Ludwig II, Neuschwanstein, e alla squisita Wieskirche rococò. Oberammergau è a 20 km a nord di Garmisch. Per raggiungerla, dovete prima oltrepassare le massicce pareti del Kioster Ettal, Il grande monastero fondato nel 1330 dall’imperatore del Sacro Romano Impero, Ludwig den Bayer (Ludwig il Bavarese) per un gruppo di cavalieri e una comunità di monaci benedettini. L’abbazia venne sostituita da nuovi edifici nel corso del XVIII secolo ed oggi ospita una scuola. Tuttavia, l’originaria chiesa a pianta decagonale venne ridecorata in modo brillante tra il 1744 e il 1753, diventando così uno degli esempi più significativo del Rococò bavarese. II monastero è aperto ai visitatori. II teso­ro principale della chiesa è l’immenso affresco della cupola (alta più di 25 metri), dipinto da Jacob Zeiller, tra il 1751 e il 1752 circa. Una massa di nuvole turbinanti rosa e blu colpisce lo spettatore per la grandiosità e la vivace fantasia, tipiche del rococò, creando un senso di irreale meraviglia.

I monaci del monastero distillano un liquore con proprietà curative leggen­darie, prodotto sulla base di un’antica ricetta, che prevede l’utilizzo di più di 70 erbe di montagna. Non potrete averne la ricetta, ma potete acquistarne una bottiglia (DM 19) alla bancarella appena fuori dal monastero.

Dall’altra parte della strada, l’Hotel Ludwig der Bayer (Katser-Luciwig­Platz 10, tel. 08822/6601), che prende il suo nome dal fondatore del monastero, serve un eccellente caffè e una birra prodotta nel monastero stesso. Per uno spuntino più consistente, il menu offre un’ampia scelta di tradizionali piatti bavaresi.   

A circa 10 km ad ovest di Ettal, lungo una stretta strada che attraversa una valle, si trova lo Schloss Linderhof, l’unica delle residenze reali di Ludwig II ad essere stata completata durante la breve vita del monarca e nella quale egli trascorse la maggior parte del suo tempo. Il castello venne costruito sull’area della tenuta di caccia del padre di Ludwig tra il 1874 e il 1878.

Per apprezzare adeguatamente Linderhof e gli altri castelli reali associati al nome di Ludwig, occorre capire la personalità “turbata” del re per il quale vennero creati. Re Ludwig II, il “Pazzo”, è la figura indelebilmente associata alla regione alpina della Baviera. Ludwig II apparteneva alla linea di duchi, elettori e re della dinastia dei Wittelsbach, che governarono la Baviera dal 1180 al 1918. Al Wittelsbach viene attribuito il grandioso aspetto di Mona­co. Questa famiglia, grande amante delle arti, diede avvio alle grandi colle­zioni d’arte della città che oggi possiamo ammirare (Ludwig II fu uno dei protettori di Richard Wagner), e iniziò un programma di costruzione di edi­fici che prosegui per interi secoli.

Ludwig II si dedicò alla progettazione di edifici monumentali per suo perso­nale piacere più che per altri scopi e devolvette la maggior parte del suo tempo e delle sue energie (oltre ad una percentuale esorbitante delle finan­ze reali) a questo fine.

II più grandioso di questi stravaganti progetti è certamente il castello di Neuschwanstein, la monumentale struttura che celebra l’altrettanto monu­mentale “lo” del sovrano che quasi prosciugò le finanze del Witteisbach. Il castello venne costruito nel giro di 17 anni, a partire dal 1886, ed oggi, quasi per ironia, è una delle maggiori attrazioni turistiche della Germania.

Il numero esorbitante di svettanti torri che l’eccentrico sovrano volle costruire sul castello di Neuschwanstein diede prova tangibile della pazzia di Ludwig che con le sue stranezze dilapidava il tesoro reale. Nel 1886, il governo destituì ufficialmente Ludwig dalla corona per ragioni di insanità mentale e lo fece confinare nel piccolo Schloss Berg sulla riva dell’amato Starnbergsee, dove in gioventù il re aveva trascorso le estati. Dopo una per­manenza di soli due giorni, il re annegò in circostanze misteriose. Una croce nel lago davanti al castello segna il luogo dove avvenne la sua morte. Linderhof è il più piccolo dei castelli voluti da questo sovrano segnato dalla follia, eppure fu il suo preferito. Edificato nel silenzio e nella tranquil­lità silvestri, tra uno specchio d’acqua ed i verdi pendii di una graziosa mon­tagna, questo affascinante edificio in stile rococò si dice sia stato ispirato dal Petit Trianon di Versailles. Da un punto di vista architettonico, potrebbe essere considerato un vero e proprio disastro, una confusione di stili contrastanti, equilibrato all’esterno e volgarmente multidecorato all’interno. La stanza da letto di Ludwig é piena di ornamenti dorati e dai colori brillan­ti; la sala degli Specchi è uno sfavillante mondo di sogno; e la stanza da pranzo vanta un mirabile pezzo di ingegneria del XIX secolo: un tavolo che sale e scende automaticamente dalle cucine sottostanti. I giardini del castello conservano altri esempi della fantasia sfrenata di Ludwig: vi si tro­vano un padiglione moresco — acquistato all’Esposizione Universale di Pari­gi nel 1867 — ed una grotta, che si dice sia stata costruita su modello della grotta azzurra di Capri, ma con una roccia mobile azionata da un pulsante. La dorata fontana di Nettuno, nel lago davanti al palazzo, proietta un getto d’acqua alto più di 300 metri, più alto del tetto stesso della costruzione.

Secondo la leggenda, mentre risiedeva a Linderhof, l’eccentrico re si vestiva come Lohengrin per farsi portare sul lago del parco in un’imbarcazione a forma di cigno; in inverno, aveva preso l’abitudine di fare corse nel mezzo della notte su una slitta tirata da sei cavalli piumati, seguito dagli uomini della scorta che reggevano le fiaccole. Ingresso: DM8 adulti, DM4 bambi­ni. Aperto apr.—set., 9.00—12.00 e 12.45—17.30, ott.—mar. 10.00—12.15 e 12,45-16.00.

II rinomato villaggio di intagliatori di legno, Oberammergau domina una valle alpina, 11 km a nord-est di Underhof. Sulle strade principali sono allineate abitazioni squisitamente affrescate, occupate per la maggior parte da famiglie i cui uomini sono impegnati nell’arte dell’intaglio del legno, elegante arte che conosce un continuo sviluppo da quasi quattro secoli. Fu proprio quest’arte che permise a Oberammergau di riconqui­stare la tranquillità economica dopo le devastazioni della Guerra dei Trent’anni.

Tuttavia, Oberammergau è meglio nota per la “Passione”, che viene rappre­sentata, in devota osservanza di un voto, una volta ogni dieci anni (l’anno deve coincidere con una decina). Questa rappresentazione commemorativa ebbe inizio nel 1633, quando il villaggio venne risparmiato dalla terribile peste nera.

La prima rappresentazione della Passione risale al 1634, e a partire dal 1680, è stata rappresentata ogni 10 anni, con una rappresentazione straordi­naria nel 1984 per festeggiare il trecento cinquantesimo anniversario.

La rappresentazione in 16 atti, per una durata complessiva di 5 ore e mezza, mette in scena gli ultimi giorni di Cristo, dall’Ultima Cena fino alla Crocifissione e alla Resurrezione. Viene rappresentata tutti i giorni da maggio alla fine di settembre, su un palco parzialmente all’aperto, a ridosso di una mon­tagna (la prossima rappresentazione si effettuerà nel 2010).

Una visita ad Oberammergau in un anno della Passione potrebbe essere considerata una vera e propria esperienza mistica, a detta delle schiere di persone che vengono attirate in questo piccolo villaggio e stando alla diffi­coltà di procurarsi i biglietti per assistere alla rappresentazione (la maggior parte sono disponibili solo acquistando pacchetti di viaggio).

In concomitanza con questo evento popolar-religioso, i visitatori raggiungo­no circa il mezzo milione. L’intero villaggio viene coinvolto nella rappresenta­zione, e 1500 residenti sono direttamente impegnati nella preparazione e presentazione della Passione. Gli uomini si fanno crescere la barba nella spe­ranza di ottenere ruoli da protagonisti; le giovani donne rinviano i matrimoni nella speranza di assicurarsi il ruolo di Maria — che fino al 1990 spettava solo a ragazze nubili. In quell’anno, tuttavia, la tradizione venne infranta quando la parte venne assegnata ad una donna di 31 anni, madre di due bambini.

Se visitate Oberammergau durante uno degli anni in cui questo evento non ha luogo, potete comunque visitare il teatro, l’Oberammergau Passions­spielhaus, e dare un’occhiata dietro le quinte. Visite guidate dell’immenso edificio, con il suo auditorium di 5200 posti, e il grande palcoscenico all’aperto a ridosso di una montagna, vengono condotte da guide che vi dimostreranno la notevole acustica del teatro recitando monologhi di Shakespeare. Passionsweise. Ingresso visita guidata: DM4 adulti, DM2.50 bambini. Aperto tutti i giorni 10.00—12.00 e 13.30—16.30. Inforniazioni sul festival: Verkehnbüro, Oberammergau, tel, 08822/4921.

 

La preoccupazione degli abitanti del villaggio impegnati nella rappresentazione della Passione non riesce comunque a relegare nella ombra i bravissi­mi intagliatori. Se ne trovano molti al lavoro anche durante l’anno destinato alla rappresentazione; le vetrine dei negozi di Oberammergau sono piene delle loro creazioni. Da giugno a settembre, un laboratorio è aperto gratuita­mente al pubblico nella Pilatushaus (Venlegergasse); anche i vasai e i pittori possono essere visti all’opera. Volendo, potete anche iscrivervi ad un corso di intaglio del legno della durata di una settimana (le lezioni sono in tede­sco), al prezzo di DM 460—650, incluso alloggio e colazione.

Esempi storici dell’abilità degli artigiani di Oberammergau possono essere ammirati all’Heimatmuseum, che comprende anche una delle raccolte tede­sche più belle di presepi natalizi realizzati a partire dalla metà del XVIII secolo. Dorfitrasse 8. Ingresso: DM 2.50 adulti, 50 ~f bambinL Aperto 10 mag.—10 ott., mar.—sab. soltanto dipomeriggio.

 

Molte delle facciate delle case di Oberammergau, come la Pilatushaus del 1784 sulla Ludwig-Thoma-Strasse, sono decorate con bellissimi affreschi. In estate, i gerani si riversano ovunque dai davanzali, e tutto il villaggio è un’esplosione di colore.

La chiesa dei SS. Pietro e Paolo, del XVIII secolo, è considerata l’opera rococò più elegante dell’architetto Josef Schmutzer e possiede al suo interno bellissimi affreschi di Matthäus Gunther.

2       Un Itinerario lungo le Alpi

Una serie di attrazioni costellano le Alpi tra Garmisch e Berchtesgaden ad est. Molte di esse si trovano sulla Deutsche Alpenstrasse, la più panorami­ca di tutte le strade alpine che corrono da ovest ad est, e possono essere visitate in giornata partendo da Garmisch-Partenkirchen o da Berchtes­gaden. Questo itinerario giunge fino a Mittenwald, 20km a sud-est di Gar­misch, situato confortevolmente tra le imponenti vette della catena del Karwengel, che separa la Baviera dall’Austria.

Molti considerano Mittenwald come la più bella città delle Alpi bavaresi. E’ situata su un’importante arteria commerciale che va da nord a sud e che risale ai tempi dei romani. Nel Medioevo, Mittenwald divenne una stazione di posta per le merci che venivano inviate da Verona attraverso il passo del Brennero e da Innsbruck. Da qui, i carichi venivano trasferiti su zattere che percorrevano il fiume Isar fino a Monaco. Com’era da aspettarsi, Mit­tenwald si arricchì proprio grazie a questo commercio; la sua prosperità si riflette ancor oggi nelle case allineate lungo la via principale, splendidamente decorate con frontoni riccamente ornati e intagliati e facciate dai colori brillanti. Alla metà del XVII secolo, tuttavia, questa via commerciale inter­nazionale venne spostata su un altro passo, e la fortuna di Mittenwald si mutò in rapido declino.

La prosperità tornò a Mittenwald nel 1684, quando il figlio di un contadino, Matthias Klotz, tornò dopo essere stato per 20 anni a Cremona lavorando come costruttore di violini. A Cremona, Klotz aveva studiato con Nicolò Ainati, che conferì al violino la sua forma attuale. Klotz portò l’idea innova­trice del suo maestro a Mittenwald. Insegnò questa nobile arte a fratelli ed amici; in breve tempo, la metà degli uomini del villaggio si erano messi a costruire violini. Disponendo del legno ideale per questi strumenti grazie alle vicine foreste, Mittenwald venne in breve tempo conosciuta come “il villaggio dei mille violini”, e gli strumenti a corde — violini, viole e violoncelli — costruiti a Mittenwald si diffusero poi in tutto il mondo. Ancora oggi, l’arte di Klotz fiorisce a Mittenwald, e la città possiede un affascinante museo, il Geigenbau und Heimatmuseum, dedicato a questi strumenti.

Ballenhausgasse 3, tel. 08823/2511. Ingresso: DM 2. Aperto tutti i giorni feriali 10.00—11.45 e 14.00—16.45;festivi efestività 10.00—12.00.

 

Chiedete al responsabile del museo di indirizzarvi al più vicino liutaio fra quelli ancora attivi a Mittenwald. Uno di questi artigiani vive proprio vici­no al museo e sarà lieto di mostrarvi l’abilità ereditata dai successori di Klotz. Il museo stesso è vicino alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo, del XVIII secolo. Se guardate sul retro dell’altare, troverete il nome di Klotz, scolpito dallo stesso liutaio. Davanti alla chiesa è stato eretto un monu­mento a Klotz. La chiesa, con i suoi stucchi elaborati e dai colori vivaci, è uno degli edifici rococò più importanti della Baviera. Notate il coro goti­co, incorporato nella chiesa durante il XVIII secolo. I vivaci affreschi dell’esterno sono caratteristici della Lufrnalerei, una forma d’arte che rag­giunse la massima espressione a Mittenwald. Sulle facciate di tre famose case, potete vedere altri begli esempi di questo stile: Goethehaus, Pu­gerhaus e Pichierhaus.

Alla fine della strada, dove sorgono sia il museo sia la chiesa, si trova l’Hotel Post attivo dal XVII secolo. Ordinate l’Apfelkuchen con caffè. Se volete mangiare qualcosa di più sostanzioso, il menu di mez­zogiorno vi darà l’energia necessaria per un’escursione pomeridiana tra le montagne circostanti.

La strada a nord di Mittenwald, B11, corre tra il Waichensee e il Kochel­see, due dei laghi alpini bavaresi più popolari. Da moltissimo tempo sono una delle mete preferite durante le giornate estive ed offrono la possibilità di nuotare, di praticare sport acquatici e di fare camminate in montagna (la Benediktenwand, ad est di Kochel, con i suoi 1640 metri, è una vera e pro­pria sfida per gli amanti della montagna; l’Herzogstand, 1611 metri, sopra il Walchensee, è più adatto per i meno avventurosi — si può raggiungere la vetta con una seggiovia, costo di andata e ritorno DM 12). Sulle rive del Kocheisee si trova una delle più grandi stazioni balneari della Baviera, con una serie di piscine coperte e scoperte, scivoli acquatici e tutta una serie di divertimenti capaci di tenere impegnata una famiglia tutto il giorno. Trimini, Kochel. Ingresso: biglietto valido 3 ore DM8 adulti, DM6 bambini; biglietto famiglia valido tutto il giorno DM33. Aperto tutti i giorni 9.00-20.30.

 

La piccola ed attraente cittadina di Kochel in riva al lago vanta un eroe loca­le, lo Schmied von Kochel, o Fabbro di Kochel. La sua fama deriva dal ruolo giocato — e dalla sua morte — nella rivolta paesana del 1705 a Send­ling, appena fuori Monaco. Potete vedere la statua a lui dedicata, nel centro della cittadina.

Circa 10 km a nord di Kochel sulla B11 si trova la Benediktenwand, una montagna che prende il nome dall’antico monastero benedettino ai suoi piedi. Fondato nella metà dell’ottavo secolo, si pensa che il monastero di Bendiktbeuern sia la più antica istituzione delle Alpi del nord che fa capo a questo ordine. Durante il Medioevo in un fiorente centro culturale; para­dossalmente, vide la nascita di una delle opere musicali più profane di quei tempi, i Carmina Burana. L’orchestrazione del 1937 eseguita dal composi­tore bavarese Carl Orff viene regolarmente eseguita nel cortile del monaste­ro, dove nel XII secolo venne per la prima volta rappresentata la versione originale. ll padre dei fratelli Asam, i cui edifici religiosi e le cui decorazioni artistiche li resero famosi oltre i confini della Baviera nel XVIII secolo, dipinse gli affreschi della chiesa annessa al monastero nel XVII secolo. Cosmas Damian Asam, il figlio più grande, nacque nel Benediktbeuern.

Sedici km a nord-est di Benediktbeuern sulla B472 si trova l’antica città mercantile di Bad Tolz. Visitatela, se potete, un mercoledì mattina - giorno di mercato — quando la via principale è coperta di bancarelle che arrivano fino al fiume Isar, lo spartiacque tra la città vecchia e la città nuova. La città nuova sorse con la scoperta, verso la metà del XIX secolo, di sorgenti ioda­te, che promossero Tölz al rango di sorgente termale e permisero agli abi­tanti del luogo di chiamare la loro città Bad (bagno o terme). Potete utilizzare queste acque benefiche nel corso di un trattamento completo in uno dei molti hotel specializzati, oppure semplicemente nuotare nel grande lido di Bad Tölz, l’Alpamare, dove una delle piscine coperte è stata camuffa­ta da spiaggia dei Mari del Sud, completa di surf. Ludwigstrasse 13. Ingres­so: biglietto valido 3 ore DM 23 (sab. e dom. DM 27) adulti, DM 17 banibini. Aperto tutti i giorni 8.00-21.00. Bad Tölz è legata alle proprie tra­dizioni più di qualsiasi altra comunità bavarese. I costumi folcloristici, per esempio, non solo vengono conservati, ma indossati regolarmente. La cittadina è inoltre famosa per i mobili dipinti, soprattutto credenze e cassettoni in stile rustico. Potete ammirare esempi di mobili dipinti, cosi come costumi popolari ed altri oggetti dell’artigianato locale all’Heimatmuseum, ospita­to nell’Aites Rathaus (Vecchio Municipio). Marktstrasse 48. Ingresso: DM 3 adulti, DM 1 bambini. Aperto mar.—sab. 10.00—12.00 e 14.00—16.00, gio.

10.00—12.00 e 14.00—18.00, dom. 10.00—13.00.

Se vi troverete a Bad Tölz il 6 novembre, sarete testimoni di una delle tradi­zioni più pittoresche della zona delle Alpi bavaresi: la sfilata equestre Leonhardifahrt, che segna la festa di S. Leonhard, santo patrono dei cavalli. La sfilata termina a nord della città, alla cappella del XVIII secolo sul Kalva­rienberg, sopra il fiume Isar.

Guidate per 3 km ad ovest di Bad Tölz lungo la B472 e raggiungerete la base della montagna locale, la Blomberg. Potete arrivare alla sommità con una passeggiata non troppo impegnativa, ma potete anche usare la seggio­via, che impiega 12 minuti. Il modo più facile per scendere è lungo la pista per i taboga, che si snoda per 1200 metri. Per i bambini è un gran diverti­mento, ma potrebbe essere costoso, se non limitate il numero delle disce­se. Ingresso: per ogni discesa DM 6 adulti, DM 4.50 bambini. Aperto da apr.—ott. tutu i giorni 9.00—17.00.

 

Circa 17 km ad est di Bad Tölz sulla B472 si trova uno dei laghi alpini più deliziosi, il Tegernsee, che in estate é punteggiato di vele ed in inverno di pattinatori. Le sue rive alberate si coprono di fiori nella tarda primavera; in autunno, gli splendidi colori degli alberi contrastano con le montagne scure ed innevate sulla cima. In lotta serrata per ottenere un posto sulle paradisiache rive di questo specchio d’acqua, vi sono costosissime case di cura, alberghi ed un ex monastero benedettino. Il monastero, edificato in un parco sulla sponda a sud-est del lago, venne fondato nell’ottavo seco­lo. Durante il Medioevo in uno dei centri culturali più fiorenti del sud della Germania; Il musico e poeta Minnesanger Walther von der Vogelweide (1170—1230) ne fu un gradito ospite nel XII secolo. Non altrettanto benvo­luti furono gli invasori ungheresi che saccheggiarono il monastero nel X secolo. Nei secoli seguenti, vari incendi causarono ulteriori danni, e in secolarizzazione segnò definitivamente il destino del monastero all’inizio del XIX secolo, quando un re bavarese, Massimiliano I, acquistò gli edifici rimasti per usarli come residenza estiva. Ora il sito ospita una scuola, una chiesa, una fabbrica di birra, un ristorante ed una taverna dove gustare birra.

La chiesa tardo-gotica del monastero venne rimessa a nuovo, in stile barocco italiano nel XVIII secolo. Le opinioni circa il successo di quest’opera di restauro, dovuta ad un architetto italiano minore, Antonio Riva, rimangono contrastanti. Qualunque sia il vostro parere, ammirerete gli affreschi di Hans Georg Asam, che lavorò anche nel monastero di Bene­diktbeuem. Se quello che avete visto vi piace, vorrete visitare anche la chiesa di Gmund all’estremità settentrionale del lago, e la chiesa di S. Lorenzo a Rottach-Egern, sulla sponda sud. In entrambi gli edifici troverete ulteriori opere con influenze barocche.

Rottach-Egern è una località elegante e alla moda. I suoi negozi di classe, i ristoranti chic e le sue boutiques non hanno nulla da invidiare a quelli di Monaco. Inoltre, i suoi alberghi di gran classe offrono un servizio eccellen­te. Se volete fare una visita in grande stile, Bachmair’s, in riva al lago, (See­strasse 47, tel. 08022/2720), è il locale migliore dove alloggiare; il vistoso nightclub e il casinò a Bad Wiesse, sulla sponda occidentale del lago, pos­sono aiutarvi a spendere i vostri soldi.

I pendii montuosi sopra Bad Wiesse offrono bei panorami, ma per godere della vista più bella in assoluto, salite per i 1730 metri del Wallberg, all’estremità meridionale del Tegernsee. E’ un’arrampicata dura, di 4 ore, anche se non implica passaggi su roccia. Se non volete stancarvi, prendete la funivia, che raggiungerà la vetta in 15 minuti (DM 9 per ogni singolo viaggio). Sulla cima si trova un hotel, il Berggasthof Sonnenbichel (tel. 08022/81365), con ristorante e solarium. Molti sentieri di montagna parto­no dalla sommità; in inverno si scia meravigliosamente.

Dalla città di Tegernsee sulla sponda orientale, potete seguire un sentiero per 9 km ad est fino al lago successivo — il tranquillo e meno alla moda Schliersee. Altrimenti, potete raggiungere il lago in auto (27km). La diffe­renza fra i due laghi è resa evidente dai nomi che la gente del posto ha dato loro molto tempo fa: il Tegernsee viene anche chiamato Herrensee (lago dei signori), mentre lo Schliersee è conosciuto anche come Bauernsee (lago del contadini). Sulle montagne che circondano lo Schliersee ci sono delle belle piste da sci e si possono fare deliziose camminate.

Come il Tegernsee, lo Schliersee fa da comice ad un monastero costruito nell’ottavo secolo da un gruppo di nobili. In seguito divenne un’accademia di canto, trasferitasi poi a Monaco.

Oggi soltanto la chiesa dell’abbazia, restaurata nel XVII secolo, ricorda questa pagina di storia dello Schilersee. La chiesa custodisce alcuni prege­voli affreschi e stucchi di Johann Baptist Zimmermann.

Uno spettacolare viaggio in moto per 10 km a sud di Schliersee vi por­terà per una serie di tornanti fino al minuscolo Spilzingsee, situato a 1064 metri di altezza tra le cime di Taubenstein, Rosskopf e Stumpfling. Cammi­nare in questa zona è un’esperienza mozzafiato. In inverno, sono in funzio­ne impianti di risalita.

Bayrischzell, a 10 km ad est, è la fermata successiva. Per raggiungerla, oltrepassate una delle montagne più alte della zona, il Wendelstein (1824 metri). Sulla sua sommità si trova una minuscola cappella in pietra, ideale per coloro che desiderano sposarsi in un luogo remoto. La croce sopra l’ingresso venne portata sulla montagna da Max Kleiber, che progettò la chiesa nel XIX secolo. Oggi ci sono due modi per salire fino in cima: una funivia (che parte accanto alla stazione del treni di Osterhofen; il viaggio andata e rinomo per adulti costa DM 22, con riduzioni per le famiglie) e una storica ferrovia a cremagliera (prendete il treno a Brannenburg, sulla pare­te nord della montagna).

Mentre i pendii del Weldelstein attirano gli sciatori esperti, quelli sopra Bayrischzeil attirano gli altri amanti della montagna. La cittadina è una località ideale per le famiglie, dove molti bavaresi imparano a sciare. I pendii del monte Sudelfeld sono l’ideale per chi non ama lo sci troppo competi­tivo o ad alto livello tecnico; in estate ed in autunno questi monti offrono la scelta fra moltissimi sentieri per chi ama camminare.

A circa un paio di chilometri da Bayrischzell sulla strada per Sudelfeld tro­verete la gola e le cascate di Tatzelwurm, che prendono il nome da un drago alato che si suppone abiti da queste parti. Se attraverserete questa zona al crepuscolo, vi sembrerà misteriosa e magica. Dalla gola, la strada scende bruscamente nella valle dell’Inn e conduce ad un’altra località scii­stica affollata, Oberaudorf.

Attraverso la valle dell’Inn, una delle vie di comunicazione più antiche d’Europa, passano i collegamenti stradali più importanti tra Germania e Italia. ll grande fiume Inn dalle acque verdi vi scorre rapido, e nella chiesa di S. Bartolomeo a Rossholzen, 16 km a nord di Oberaudorf, potrete vedere insegne commemorative di coloro che persero la vita nelle sue acque geli­de. La chiesa custodisce un bell’altare tardo-gotico.

Rossholzen si trova 10 km a sud di Rosenheim, una città mercantile medievale che ha conservato buona parte del suo carattere nonostante l’ascesa vertiginosa e violenta dello sviluppo industriale. I porticati con case dai bassi cornicioni sono caratteristici delle città della valle dell’Inn.

Rosenheim è un buon punto di partenza da cui procedere per l’esplorazione della regione di Chiemgau, una zona di laghi di montagna dominati dal vasto Chiemsee, il lago più grande della Baviera. Tra Rosenheim e il Chiemsee si trova una serie di laghi più piccoli, situati tra terreni coltivati ricchi e ondulati dimenticati dalle folle di turisti che hanno come meta le vicine Alpi.

Il Chiemsee, che gode di grande popolarità, possiede ancora qualcosa del fascino tranquillo e della strana malinconia che attrassero Ludwig II. Su una delle tre isole Ludwig costruì il più sontuoso dei suoi pa­lazzi, lo Schloss Herrenchiemsee. Il modello a cui si ispirò per questa costruzione fu il palazzo di Versailles, voluto da Luigi XIV. L’edificio fu però anche il risultato di qualcosa di più della semplice ammirazione per Versailles: essendo il suo nome la versione tedesca di Louis, Ludwig vole­va così stabilire un parallelo con l’autorità assoluta del suo omonimo, il Re Sole. Come molti dei progetti dello sfortunato sovrano, anche questo palaz­zo non venne portato a termine, e il re non riuscì mai a vivere tra queste stanze. E tuttavia, ciò che resta del palazzo è impressionante e magico. Da Stock partono traghetti regolari diretti al palazzo. Se volete fare questo viaggio in grande stile, prendete l’antico treno a vapore — che si gloria del nome di Feuniger Elms, ovvero Elms l’Appassionato — dalla vicina città di Paien fino a Stock. Una carrozza tirata da cavalli vi porterà poi al palazzo. L’attrazione più spettacolare all’interno del palazzo è la Sala degli Specchi, un’abbagliante galleria (modellata su quella di Versailles) dove in estate si tengono concerti a Lume di candela. Interessanti sono anche l’elaborata stanza da letto di Ludwig ed i giardini geometrici. L’ala sud ospita un rnuseo che espone la veste da battesimo di Ludwig e la maschera mortua­ria, cosi come altri oggetti appartenutigli. Ingresso al palazzo e al museo:

DM 6.50 adulti, DM 4 bambini. Aperto da apr.—sett. tutti i giorni

9.00—17.00; ott—mar. tutti i giorni 10.00—16.00. Si effettuano visite guidate tra maggio e settembre.

 

La piccola Fraueninsel (isola delle signore) e un’incantevole Località. Qui, 1200 anni fa fu fondato un convento benedettino che oggi è stato tra­sformato in una scuola. Una delle prime badesse, Irmengarda, figlia di re Ludwig der Deutscher, vi mori nel IX secolo e la sua tomba fu scoperta solo nel 1961. Nello stesso anno, furono riportati ala luce alcuni affreschi nella cappella del convento.

Poco a sud di Chiemsee, nella piccola valle pianeggiante delle Alpi Chiem­gauer, si trova l’incantevole villaggio di Aschau, sede dello Schloss Hohenaschau, uno dei pochi castelli medioevali della Germania meridionale che sia stato restaurato nel corso del XVII secolo, in stile barocco. II restauro ha conferito nelle sue severe sale una nuova eleganza.

Durante l’estate, nel Rittersaal Si tengono regolarmente concerti di musica da camera. tel. 08052/392. Ingresso: DM 3 adulti, gratis bambini. Aperto mag.—sett., mar. e yen. 9.00—17.00.

 

Ad Aschau raggiungerete la parte più panoramica dell’Alpenstrasse (Stra­da Alpina), la B305, che si snoda attraversando una serie di città e di villag­gi, prima di terminare al confine austriaco, appena oltre Berchtesgaden. Rosenheim, Bad Reichenhall e Berchtesgaden — tutte con buoni collega­menti stradali con II resto della Germania — sono centri ideali da cui partire, per esplorare questa parte delle Alpi.

Da Aschau, la Deutsche Alpenstrasse sale ti-a le montagne, attraversando una serie di villaggi — Bemau, Rottau, Grassau, Marquartstein e Oberwös­sen — così graziosi da farvi indugiare in ciascuno di essi. In estate, le casci­ne di Rottau scompaiono letteralmente dietro facciate coperte di fiori, che hanno fatto vincere a questo villaggio diversi premi e riconoscimenti. Le case di Grassau scompaiono quasi, al confronto dell’imponente massa della chiesa dell’Ascensione (XV secolo), che merita sicuramente una visita per i suoi stucchi del XVII secolo. II castello dell’undicesimo secolo sopra Mauquartstein è di proprietà privata e non può essere visitato; dunque affettatevi a raggiungere il villaggio di Unter-, Hinter- e Oberwossen.

L’Hotel zur Post a Unterwössen (Hauptstrasse 51, tel. 08641/8736) attrae i viaggiatori durante tutto l’arco della giornata, con caffè forte, deliziosi dolci fatti in casa e specialità bavaresi. Chiuso lun.

Otto km più avanti, a poca distanza dal confine con il Tirolo, si trova la località sciistica di Reit im Winkl, famosa per la sua posizione soleggiata in estate e per le copiose nevicate in inverno. II monte Winklmoosalm, che svetta sopra Reit im Winkl, può essere raggiunto con un autobus o in seg­giovia. In inverno è una stazione sciistica motto popolare, mentre in estate e in autunno è l’ideale per lunghe camminate.

II successivo tratto della Deutsche Alpenstrasse vi farà costeggiare tre scin­tillanti lunghi di montagna — Il Weitsee, il Mittersee e il Lödensee — prima di farvi arrivare nella vivace Ruhpolding, un tempo un tranquillo villaggio alpino ed ora famosa località alla moda. Proprio qui ebbe inizio il boom turi­stico che vide protagonista la Baviera, negli anni ‘30. Allora, I turisti veniva­no accolti alla stazione da una banda. Al giorno d’oggi II benvenuto non è più cosi stravagante, ma è comunque caloroso. Durante il XVI secolo, I sovrani bavaresi si spingevano fino a Ruhpolding per cacciare: esiste ancora il casotto da caccia in stile rinascimentale, del principe Guglielmo V (oggi occupato dagli uffici della foresteria locale). La Pfarrkirche St. Georg (XVIII secolo), sul fianco di una collina, è una delle più belle chiese barocche e rococò delle Alpi bavaresi. In uno degli altari laterali si trova una rara Madonna scolpita in legno (XIII secolo), la Madonna di Ruhpol­ding. Notevole è anche la cappella mortuaria del tranquillo cimitero.

Ad est di Ruhpolding si stende un angolino di Baviera che Si protende in territorio austriaco ed è quasi interamente circondato dal confine.

Quest’angolo di sud-est è dominato da due località di fama internazionale:

Bad Reichenhall e Berchtesgaden. Sebbene Berchtesgaden sia più famosa, Bad Reichenhall è più antica, nota per le fonti salate che hanno fatto la fortuna della città. Le sorgenti, che formano In più grande fonte sauna d’Europa, vennero Inaugurate per Ia prima volta in epoca pre-cristiana; il sale ricavato, nel Medioevo sosteneva l’economia delle città più lontane, come Monaco e Passau. Nel primi decenni del XIX secolo, re Ludwig I fece costruire un sistema di estrazione del sale e fece edificane le terme — la Alte Saline e il Quellenhaus — in stile pseudomedievale. Le installazioni delle pompe sono stupefacenti esempi dell’ingegneria del XIX secolo. Ingresso:

DM 3 adulti, DM 1.50 bambini. Aperto tutti i giorni 10.00—11.30 e 14.00—16.00.

 

Bad Reichenhall possiede persino una cappella “sauna” del XIX secolo, facente parte degli edifici riservati alle terme e fatta costruire in esotico stile bizantino dm Ludwig I. II sale In talmente parte della città che si può praticamente sentire il gusto nell’aria. Molti alberghi offrono speciali trat­tamenti termali basati sulle proprietà terapeutiche delle sorgenti saline e del fango proveniente dai terreni paludosi circostanti. Si possono fare bagni salati anche negli attraenti giardini termali (aperto lun.—sab. 8.00—12.15 e 15.00—17.00, dom. e festivi 10.00—12.15). Nella stagione estiva, l’orchestra sinfonica di Bad Reichenhall suona cinque giorni alla settimana, d’invemno “solo” quattro giorni. Come molte Località della zona. anche questa possie­de un casinO. (vedi Spettacoli e vita notturna).

Curioso é il fatto che Bad Reichenhall, che prospera sulla ricchezza delle sue sorgenti sotterranee, possegga una basilica del XII secolo dedicata a S. Zeno, santo patrono che protegge dalle inondazioni e dalie minacce del sot­tosuolo. Buona parte dell’antica chiesa venne restaurata nel corso del sec. XVI e XVII, anche se rimangono ancora alcuni dei chiostri originali.

Berchtesgaden, 18km a sud di Bad Reichenhall, è un’antica città commerciale situata nella parte più “nobile” delle Alpi bavaresi. Mentre come sta­zione sciistica d’alta quota può non possedere il fascino o i segni distintivi di Garmisch-Partenkirchen, in estate è una delle località più popolari (e più affollate) di tutta la regione alpina, con attrazioni di prima classe in uno sce­nario paradisiaco.

II nome di Berchtesgaden è legato a quello di Adolf Hitler, essendo questo il luogo di villeggiatura preferito dal “Fuhrer”. Sulla sommità del pendii di Obersalzberg, Hitler fece costruire un lussuoso rifugio dove, durante Ia seconda guerra mondiale si tennero molte riunioni di vertice del partito nazista.

Ma Berchtesgaden era stata una Località famosa molto prima che la scoprisse Hitler. I membri della dinastia imperiale dei Wittelsbach iniziarono a soggiornarvi fin dal 1810. II loro ornato palazzo ancora esistente è una delle principale attrazioni della città, insieme ad una miniera salina ancora attiva. Anche il luogo dove Hitler trascorreva le vacanze costituisce un’attrazione.

II sale — o “oro bianco” come veniva chiamato in epoca medievale — era alla base della ricchezza di Berchtesgaden. Nel XII secolo, l’Imperatone Barbarossa conferì I diritti di estrazione ad un’abbazia benedettina fondata un secolo prima. L’abbazia venne poi secolarizzata all’inizio del XIX secolo, quando i Wittelsbach se ne impadronirono. L’ultimo residente reale, il principe ereditario Ruppmecht, che vi morì nel 1955, la arredò con rari tesori di famiglia che oggi formano il nucleo di una collezione permanente.

Il Konigliches Schloss Berchtesgaden é oggi un museo. Eleganti stanze rinascimentale forniscono lo spazio principale per le esposizioni di arte sacra appartenute ml principe, particolarmente ricche di sculture lignee di grandi artisti del periodo tardo-gotico quali Tihman Riemanschneider e Veit Stoss. Potete inoltre visitare il dormitorio originale del XIII secolo ed i freddi chiostri, che lasciano immaginare quale potesse essere Ia tranquilla e ordinata vita condotta dai monaci medievali. Ingresso: DM 5 adulti,DM 2.50      bambini sotto 116 anni. Aperto da Pasqua a settembre, dom.—ven,

10.00—13.00     e 14.00—17.00; da ottobre a Pasqua, lun.—yen. 10.00—13.00 14.00—1ZOO. Dopo le 16.00, quando parte l’ultima visita guidata, non è più possibile entrare.

 

L’abilità degli intagliatori di Berchtesgaden risale a molto tempo fa, quando Oberammergau conquistò la fama di primo centro di intaglio del legno delle Alpi. Esempi dell’arte dell’intaglio ligneo e di altri tipi di artigianato locale si possono ammirare in uno dei molti musei di questo tipo nelle Alpi, l’Heimatmuseum. Schroffenbergerallee 6. Ingresso: DM3 adulti, DM1 bam­bini. Aperto lun.—ven. 9.00—12.00 e 14.00—17.00, sab. 9.00—13.00; visite guidate alle 10.00 e alle 15.00 solo lun.—ven.

 

Per molti turisti, il momento centrale di un soggiorno a Berchtesgaden potrebbe essere una visita alla salina, il Salzbergwerk. Quando Ia salina era di proprietà dei principi di Berchtesgaden, solo pochi ospiti selezionati potevano vedere come in città attingesse direttamente dalla terra questa fonte di ricchezza. Oggi invece è possibile fare una visita della sauna in 90 minuti. Vestiti con la tradizionale uniforme dei minatori, I visitatori sono seduti su un trenino che li trasporta per più di 700 metri nel cuore della montagna, fino ad un’enorme camera dove viene estratto II sale. In questa visita sono inclusi un palo di discese lungo piani inclinati, usati dm1 minatori per salire 0 scendere da un livello all’alti-o e un giro in barca su un lago salino sotterraneo, delle dimensioni di un campo da calcio. Circa 1,5 km da Berchtesgaden sulla strada per Salisburgo B305. Ingresso: DM13.50 adulti, DM 7 bambini sotto gli 11 anni. Aperto mag.—metà ott., tutti I giorni 8.30—17.00; metà ott.—apr., lun.—sab. 12.30—15.30.

 

Per un’esperienza di tipo diverso, in estate un autobus porta i visitatori fino a Obersalzberg, sede della lussuosa casa di villeggiatura di Hitler sul pen­dio a nord dell’Hoher Goll (in maggior parte del complesso nazista venne distrutto net 1945, cosi come lo chalet di Hitler; rimangono solo alcune pareti del seminterrato). I tonanti della strada (la più alta in Germana) conducono alla base della vetta (1824 metri) sulla quale si trova il cosiddet­to Adlerhorst, o Nido d’Aquila, il Kehlsteinhaus. Hitler fece costruire la strada tra il 1937 e il 1939. In meno di 6km questa sale per più di 600 metri e termina in un punto vicinissimo alla montagna, circa 152 metri sotto il Kehlsteinhaus. Una galleria nella montagna conduce ad un ascensore che vi porterà sulla sommità del Kehisteinhaus — vi sembrerà il tetto del mondo. Ci sono un bar e un ristorante dove potete prepararvi ad affrontare in vertiginosa discesa fino a Berchtesgaden. II viaggio di andata e ritorno (dall’ufficio postale di Berchtesgaden at Nido d’Aquila e ritorno) costa DM 24 a persona (non esistono biglietti famiglia, anche se ad ogni nucleo familiare viene chiesto di pagare solo la tariffa per due bambini). Se siete in auto, potete arrivare solo fino alla stazione degli autobus di Obersalzberg. Da qui il viaggio di ritorno costa DM 18. Aperto da metà maggio a metà ottobre. L’intera escursione dura un’ora.

Le grotte di Schellenberg, le più grandi grotte di ghiaccio della Germa­nia, si trovano a 10 km a noi-d di Berchtesgaden. In macchina, prendete la B305 fino al villaggio di Marktschellenberg, oppure prendete il pullman dall’ufficio postale di Berchtesgaden fino a Marktschellenberg. Una volta arrivati a Marktschellenberg, potrete raggiungere le grotte di ghiaccio solo a piedi, lungo un sentiero ben segnalato. La camminata dura all’incirca un’ora, quindi dovrete sentirvi in buono stato fisico. La visita guidata delle grotte dura un’ora. Ingresso: DM8. Aperto tutti i giorni metà giu.—metà ott.

 

A sud di Berchtesgaden Si trova quello che potrebbe essere considerato il lago più rasserenante dell’intera regione alpina, il Konigsee, insieme con il più piccolo Obersee. Entrambi i laghi si trovano net Parco nazionale di Berch­tesgaden, 210 km quadrati di territorio montuoso incontaminato, dove flora e fauna si espandono rigogliosamente. Nessuna strada attraversa quest’area, e persino i sentieri di montagna sono difficili da seguire. L’amministrazione del parco organizza visite guidate da giugno fino a set­tembre (contattate il Nationale Parkverwaltung, Doktorberg 6, 8240 Berchtesgaden, tel. 08652/61068).

E possibile visitare comodamente il parco a bordo di una piccola barca. Una piccola flotta di 21 barche da escursione, a motore elettrico in modo che nessun rumore disturbi la pace del lago, opera sul Konigsee. Soltanto allo skipper dell'imbarcazione é consentito infrangere il silenzio con una piccola tromba per dimostrare come l’eco si ripeta sul lago. Le note emesse dalla tromba rimbalzano avanti e indietro dalle pareti quasi verticali, che si tuffano nell’acqua verde scuro. Una croce su uno di questi promontori roc­ciosi segna il luogo dove, 100 anni fa, una barca carica di pellegrini colpi la roccia e si inabissò. I viaggiatori, in maggior parte dei quali annegarono, si stavano dirigendo alla minuscola cappella barocca a due torri di St. Bartholomä, costruita nel XVII secolo sulla penisola dove si trovava precedente­mente una chiesa del primo periodo gotico. I principi reggenti di Berchtesgaden fecero costruire un casotto da caccia al posto della cappella ora le sue stanze ospitano una taverna ed un ristorante.

Un altro lago, il piccolo Obersee, può essere raggiunto con 15 minuti di cammino dalla seconda fermata effettuata in barca. L’Obersee gareggia con l’altro lago per la sua stupefacente bellezza. Lo sfondo di montagne frasta­gliate e di picchi a strapiombo è interrotto da una cascata, la Rothbachfall, che precipita per più di 300 metri nella valle sottostante. II servizio lacustre sul Konigsee funziona tutto l’anno (tranne quando il lago è gelato). II giro può essere interrotto a St. Bartholomä e a Salletalm, da dove si può raggiun­gere l’Obersee. II giro completo dura quasi due ore, senza fermate, e costa DM 18 a persona (non ci sono riduzioni per i bambini).

3       Acquisti

Berchtesgaden e Oberammergau hanno una tradizione centenaria di intaglio del legno. In tutte e due le città e nei villaggi che le circondano trove­rete negozi con una profusione di articoli dell’artigianato locale. A Berchtesgaden, esiste un punto di vendita centrale allo Schloss Adels­heim (Schroffenbergallee). Berchtesgaden è famosa per le sue Span­schachtel, delicate scatole di legno, finemente costruite per contenere un po’ di tutto, dogli spilli e dagli aghi, ml cappelli a cilindro. Potrete trovarne versioni moderne in ogni negozio di souvenir e, se siete fortunati, potreste anche imbattervi in una pregiata scatola antica in uno del negozi di antiqua­riato della città.

Ad Oberammergau, potete acquistare oggetti di legno intagliato, diretta­mente dagli artigiani che dimostrano ha loro abilità da aprile a giugno e da settembre fino a novembre in un “laboratorio dal vivo” at Pilatus-haus (Verlegergasse).

Alcuni dei fiori e delle erbe che crescono sulle Alpi bavaresi possiedono proprietà curative e qualche farmacista esperto crea misture di erbe che ricordano vagamente gli elisir di lunga vita. Josef Mack KG (Inns­bruckerstrasse 37, Bad Reichenhall) ha lavorato in questo campo fin dm1 1856; Dricoolo KG (Ludwigstrasse 27, Bad Reichenhall) è un altro noto rivenditore di erbe. A Ruhpolding, c’è un giardino di erbe medicinali al Gasthaus Jurgant (Branderstrasse 23a), dove i visitatori possono racco­gliere gli ingredienti di base per le preparazioni in vendita, compreso un potente liquore d’erbe.

Non è esattamente il tipo di negozio che tutti i turisti vorrebbero portare a casa, ma net caso vi interessassero un violino, un violoncello o una viola da gamba provenienti da una città che ha prodotto questi strumenti musi­cal per secoli — Mittenwald — II negozio dove recarvi è Waither Georg (Isarauenstrasse 17). Per i tradizionali costumi bavaresi — costumi tirolesi, camicie e camicette ricamate e pantaloni in pelle — provate al Trach­tenstub’n (Obermarkt 35, Mittenwald) o ad uno del negozi Dollinger, diffusi in tutta in Baviera del sud.

 

 

Abbiamo percorso km 430 in 6:28:44 ore di guida intervallate da 05:07:02 ore di soste, ad una media di 36,88 km/h sul totale (compreso le soste) e di 66,35 km/h sul solo tempo di guida.

Una giornata fantastica accompagnata da un cielo limpido ed una temperatura ideale. Paesaggi dolomitici ci hanno fatto sognare senza dover rimpiangere i viaggi a Garmisch … inebriati dai profumi della primavera, addolciti ancor più dalla vegetazione rigogliosa e colorata, abbiamo attraversato i boschi secolari immersi nelParco Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, che si estende nell’entroterra della Basilicata per all’incirca 27.000 ettari.

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Arroccati tra le spettacolari guglie e sagome (che hanno suggerito nomi fantasiosi come l’aquila reale, l’incudine, la grande madre, la civetta) sorgono due borghi presepe medioevali, inseriti da tempo tra i Borghi più Belli d’Italia:Castelmezzano e Pietrapertosa.
Come fortezze inespugnabili essi dominano l’intera valle del fiume Basento, protetti dalle maestose guglie di arenarie che si sono generate 15 milioni di anni or sono durante le ultime fasi tettoniche del Miocene medio.

Il pranzo ad Accettura, ha completato il quadro culturale della tradizione lucana. Trattoria di eccellenza, la “Locanda Pezzolla”, mediante la commistione tra passato e futuro, realizza una offerta culinaria perfettamente rappresentativa di quella locale. Verdure fredde e calde in pastella, con affettati locali e formaggi di eccellente produzione locale, ovviamente senza trascurare la presenza delle orecchiette al ragù accetturese, dolci locali ecc., il tutto sotto la stretta supervisione di mamma Isabella.

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Ci siamo lasciati tutti con rammarico ma con la certezza di poter continuare a contare sempre sulla capacità e l’eccellenza organizzativa del Partenope che continuerà a dosare il piacere di andare in moto con gli aspetti culturali dei luoghi attraversati, da sempre posti al primo piano delle nostre manifestazioni.

QUADRI D'AUTORE

Lucca la prima tappa… il buon giorno si vede dal mattino!

Programma

Giunti il pomeriggio del sabato, siamo stati accolti dall'amico Alessandro ed abbiamo effettuato, esonerati dall'imbarazzo dell'organizzazione, una approfondita visita della città sotto l’esperta e colta guida di Linda (organizzazione turistica “la giunchiglia”). Una cena tipica al centro ha chiuso la serata.

La domenica, partiti di buon ora, ci siamo incamminati lungo le Valli della Garfagnana, appagando il nostro inesauribile desiderio di emozioni. Natura incontaminata lungo strade quasi in esclusiva per noi con soste a Barga e Castelnuovo di Garfagnana con passaggio per il lago di Gramolazzo. Al bivio di Fivizzano il comitato di accoglienza del BMW Motorrad Club Civitas Lunae ci ha guidati alla volta di Aulla dove Mauro Crisante ci ha abbracciati, unitanente altri amici del Club, in un brindisi beneagurante per le sorti della nostra amicizia e per la neonata Federclub di cui egli ne riveste ruolo di spicco.

Giunti a La Spezia in prima serata ci siamo sistemati in albergo in attesa di riunirci per la cena, consumata in una trattoria tipica dall'antico sapore della tradizione spezina... panigacci e testaroli. Ben appagati siamo andati a letto sognando “le cinque terre”.

Imbarcati alle 9:15 di lunedì, al porto di La Spezia, abbiamo iniziato il giro con la prima sosta a Portovenere proseguendo, poi, sempre per mare, alla volta di Riomaggiore, primo delle cinque….

Le altre quattro, (Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al mare) raggiunte via treno o per sentieri pedonali asseconda della predisposizione di ognuno di noi, abbiamo percepito in pieno l’esperienza che ha reso famose queste rarità tra le poche al mondo causate positivamente dall'intervento umano.

Castelli e locande, poste a guardia delle eccellenze paesaggistiche della zona, hanno indicato la giusta via…. quella del vino e dell'olio, quando, ubriachi di gioia, abbiamo imboccato, nella giornata di martedì, le vie del CHIANTI…. cullati da magnanime curve attraverso i dolci declivi delle colline, abbiamo percorso strade ombreggiate dai cipressi e lungo le quali la vista si perdeva nel rigoglire dei virgulti di viti pronti ad affrontare il peso della fama che saranno costrette a mantenere alta nel mondo.

Appagati abbiamo fatto rientro dopo aver percorso 1363 km guidando per ore 16:46:39 intervallate da ore 9:50:33 di soste ad una media di 51,22 km/h…. media di tutta sicurezza e di sicuro interesse mototuristico!

 

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